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Rassegna Stampa Estera
17/12/2018

Semestre di Presidenza Europea 2019

Passaggio del testimone dall'Austria alla Romania,  per il primo semestre di turno di Presidenza Europea 2019:  tra le priorità immigrazione, Brexit, mercato unico digitale, sicurezza comune, unione bancaria.




II Semestre europeo 2019


Dal 1 gennaio 2019 la Romania per la prima volta assumerà ufficialmente per sei mesi,
la guida del Consiglio UE a Bruxelles. 

in seguito all’ultimo allargamento della UE, il Trattato di Lisbona ha stabilito, nel 2009, un sistema di presidenze a trio: viene delineato un programma comune a gruppi di tre presidenze consecutive per assicurare adeguata continuità politica al Consiglio. 

Il semestre rumeno aprirà il nuovo ciclo e sarà seguito da quello finlandese e croato (anche per Zagabria sarà la prima volta). Tuttavia, Bucarest si appresta a ricevere l’incarico tra alcune polemiche e in un momento delicato.

La Romania è pronta ad assumere la presidenza di turno dell’Ue nonostante i problemi politici interni e una severa relazione di Bruxelles sulle sue controverse riforme giudiziarie: lo ha annunciato il nuovo ministro per l’Europa di Bucarest, George Ciamba. “Siamo ben preparati”, ha detto il ministro in un’intervista al quotidiano austriaco Die Presse. “Spero che tutti siano d’accordo: questo compito richiede l’ampia cooperazione di tutte le istituzioni”. 

In Europa preoccupano non poco le continue tensioni tra il capo dello Stato, il presidente Klaus Iohannis, e il governo socialdemocratico guidato da Viorica Dancila. Il Paese inoltre è stato messo sotto accusa da Bruxelles per le sue riforme giudiziarie, viste come una possibile minaccia allo stato di diritto e ai valori democratici. Il predecessore di Ciamba, Victor Negrescu, si è dimesso all’inizio di questo mese. I socialdemocratici al potere hanno annunciato un importante rimpasto di governo che è stato visto come un tentativo del capo del partito, Liviu Dragnea, di rafforzare la propria autorità. “Ci sono sempre stati paesi che hanno tenuto elezioni durante la loro presidenza dell’Ue, ad esempio Malta. E alcune volte sono cambiati tutti i ministri”, ha commentato Ciamba a difesa dei cambiamenti nel suo Paese. 

Quanto al rapporto dell’Ue, che ha esortato la Romania a rilanciare gli sforzi per combattere la corruzione e garantire l’indipendenza giudiziaria, Ciamba ha detto che Bucarest “non è d’accordo con alcune delle dure parole” utilizzate. “Ma daremo un’occhiata e cercheremo di placare alcune delle preoccupazioni”, ha precisato.

Tra le priorità della Romania oltre a quelle generali quali immigrazione, Brexit, mercato unico digitale, sicurezza comune, unione bancaria,  vi sarà anche quella dell'estensione dell’area Schengen – lo spazio di libera circolazione europea – anche a Bulgaria e Romania. 

È da sette anni che Bulgaria e Romania aspettano di entrare nell’area, cioè da quando la Commissione trovò che entrambi i paesi rispettavano tutte le condizioni necessarie per l’accesso già nel 2011. 

 
Per maggiori informazioni:
 
http://www.romania2019.eu


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