Presso la Camera dei Deputati, è stato presentato dal Censis il "Primo Rapporto sulla Didattica Digitale", con l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici nazionali, alla luce dei recenti sviluppi tecnologici.
Primo Rapporto CENSIS sulla Didattica Digitale
Il Primo Rapporto sulla didattica digitale, realizzato dal Censis in collaborazione con United (Associazione Università Italiane Telematiche Digitali) presentato alla Camera dei Deputati nel giugno 2026, fotografa il boom e la stabilizzazione dell'istruzione universitaria online in Italia.
Lo studio evidenzia come le università telematiche siano ormai diventate una componente strutturale, inclusiva e strategica del sistema accademico nazionale, fondamentale per colmare il divario sul numero di laureati rispetto ai partner europei.
I dati chiave della crescita (Ultimi 10 anni)
- +470% di studenti iscritti alle università online, superando le 309.000 unità.
- 15,3% è la quota totale degli studenti universitari italiani che oggi sceglie un ateneo digitale.
- +860% di incremento nel numero dei laureati.18% del totale dei laureati in Italia proviene da un percorso telematico
Strumento di inclusione sociale e lavorativa
La ricerca del Censis – basata su un campione di quasi 4.000 laureati di 7 atenei digitali – mostra che la didattica virtuale è un motore di mobilità sociale e rappresenta l'unico modo per ottenere un titolo terziario per specifiche categorie:
- 55,3% dei coniugati/conviventi con figli si è laureato solo grazie alla flessibilità digitale.
- 51,7% dei genitori single ha potuto completare gli studi esclusivamente tramite questa modalità.
- 86,8% dei laureati ritiene che gli atenei digitali rispondano meglio alle nuove esigenze del mercato.
Valutazione degli studenti: Vantaggi e Criticità
L'esperienza complessiva viene promossa a pieni voti, con il 93,4% dei laureati che si dichiara molto o abbastanza soddisfatto del percorso.
Elementi più apprezzati sono la conciliazione tra studio, lavoro e vita privata, l'autonomia nella gestione dei tempi di studio e la facilità d'uso delle piattaforme e delle tecnologie.
Le criticità: Solo una minoranza (6,6%) ha segnalato punti deboli, legati principalmente a un livello di interazione con i docenti inferiore alle attese e a un supporto personalizzato migliorabile.