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Rassegna Stampa Estera
02/11/2026

ISTAT: prezzi al consumo

L'Istituto Nazionale di Statistica ha comunicato i dati relativi ai prezzi al consumo in Italia. Nel mese di Ottobre 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, registra una variazione pari a +0,9% su base mensile e a +5,4% su base annua (da +4,2% del mese precedente).


ISTAT  - PREZZI AL CONSUMO

Secondo le stime preliminari, nel mese di ottobre 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,9% su base mensile e a +5,4% su base annua (da +4,2% del mese precedente).

La dinamica dell’inflazione è influenzata prevalentemente dall’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +25,8% a +59,5%) e non (da +22,5% a +29,4%), di quelli degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +7,5%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%), cui si aggiunge l’attenuazione del calo dei prezzi degli Alimentari lavorati (da -0,6% a -0,2%).

Nel mese di ottobre l’“inflazione di fondo”, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera (da +1,6% a +2,0%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,0% a +2,5%).

L’accelerazione del ritmo di crescita dei prezzi dei Beni (da +5,4% a +7,5%) è marcatamente più ampia di quella dei Servizi (da +2,6% a +2,9%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni si porta, dunque, da -2,8 a -4,6 punti percentuali.

In accelerazione su base tendenziale risultano sia i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,5% a +2,5%), sia quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +5,2% a +5,8%).

La variazione congiunturale dell’indice generale riflette soprattutto l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+18,8%) e non regolamentati (+4,9%), degli Alimentari non lavorati (+1,8%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,2%) e degli Alimentari lavorati (+0,5%). Diminuiscono su base mensile i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,9%).

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +3,4% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo.

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a +1,2% su base mensile e a +5,6% su base annua (da +4,2% del mese precedente).

Il commento dell'ISTAT

A ottobre 2026 l’inflazione sale a +5,4% (da +4,2% di settembre), tornando al livello registrato ad agosto 2023. L’accelerazione dell’inflazione risente principalmente dell’aumento dei prezzi dei beni energetici (da +22,6% a +31,4%), ancora influenzato dal quadro geopolitico internazionale. Un contributo all’inflazione si deve anche al settore alimentare, soprattutto alla componente dei prodotti non lavorati (da +5,5% a +7,5%), e ad alcune tipologie di servizi, in particolare quelli relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%).

Il cosiddetto “carrello della spesa” accelera (da +1,5% a +2,5%) e l’inflazione di fondo si attesa a +2,0% (da +1,6%). L’inflazione acquisita a ottobre, per il 2026, risulta pari al +3,4%.

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