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Politica economica
18/12/2012

Rapporto Censis 2012: l'anno della sopravvivenza

Presentato a Roma dal Censis il 46° Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Il ceto medio si impoverisce: negli ultimi 20 anni i redditi non hanno subito alcun incremento, mentre la ricchezza del ceto medio rispetto alla ricchezza totale del Paese e' diminuita dal 66,4% al 48,3%".
 

Giunto alla 46ª edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana.
 
Tagli ai consumi, uso dei risparmi, e famiglia come 'ciambella di salvataggio' per fronteggiare la crisi: il 2012 e' stato per l'Italia e gli italiani l'anno della "sopravvivenza".
 
E' la fotografia scattata dal Censis nel consueto rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese. "La paura c'e' - rileva il Censis - ma nel quotidiano gli italiani non si sono fatti travolgere dall'ansia dello spread e conservano il morale e le energie psico-fisiche per ripartire".
 
Nel corso dell'anno, si legge nel Rapporto, l'85% delle famiglie ha eliminato sprechi ed eccessi e il 73% va a caccia di offerte e alimenti meno costosi. Ma non solo, c'e' chi ha dato fondo a risparmi o gioielli: negli ultimi due anni 2,5 milioni circa di famiglie hanno venduto oro o altri oggetti preziosi e oltre 300mila famiglie hanno ceduto mobili e/o opere d'arte.
Anche il mattone resta un "bene" anticrisi: nelle grandi citta' il 2,5% delle famiglie ha affittato alloggi non utilizzati o ha trasformato la casa in un piccolo bed and breakfast. La famiglia "e' vissuta come soggetto di solidarieta'": il 29,6% delle famiglie ha realizzato un trasferimento economico a favore di un proprio componente con un esborso complessivo intorno ai 20 miliardi di euro.
 
Redditi al palo e patrimonio in caduta libera. Il ceto medio si impoverisce: secondo il Censis, e' un vero e proprio "smottamento".
 
Negli ultimi venti anni, si sottolinea nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese, la ricchezza netta della famiglie e' aumentata del 65,4% grazie all'aumento del valore degli immobili posseduti (+79,2%). I redditi, al contrario, non hanno subito variazioni: negli anni '90 il reddito medio pro-capite delle famiglie e' aumentato passando da circa 17.500 a 18.500 euro, si e' mantenuto stabile nella prima meta' degli 2000, ma a partire dal 2007 e' sceso ai livelli del '93 con una flessione in termini reali dello 0,6% tra il 1993 e il 2011.
 
Negli ultimi dieci anni, la ricchezza finanziaria netta e' passata da 26mila a 15.600 euro a famiglia, con una riduzione del 40,5%. La quota di famiglie con una ricchezza netta superiore a 500mila euro "e' praticamente raddoppiata, passando dal 6 al 12,5% mentre la ricchezza del ceto medio, cioe' le famiglie con un patrimonio, tra immobili e beni mobili, compreso tra 50mila e 500mila euro, e' diminuita dal 66,4% al 48,3%".
 
Secondo il Censis, c'e' anche uno slittamento della ricchezza verso le componenti piu' anziane della popolazione: se nel 1991 i nuclei con capofamiglia di eta' inferiore a 35 anni detenevano il 17,1% della ricchezza totale delle famiglie, nel 2010 la loto quota e' scesa al 5,2%.
 
"Un ulteriore elemento che determina la riduzione del reddito medio - rileva il Censis - e' la quota rilevante di famiglie immigrate, il 6,6% del totale, per il 45,1% con un reddito inferiore a 15mila euro annui".

Per maggiori informazioni:
www.censis.it

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