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Rassegna Stampa Estera
Politica economica
10/06/2014

Rapporto ISTAT sulla situazione del Paese

Alla vigilia del semestre italiano di presidenza, in una fase di ripresa congiunturale, ma anche di perdurante difficoltą del sistema paese sotto il profilo sia economico sia sociale, l'ISTAT presenta l'annuale Rapporto sulla Situazione Economico-Sociale in Italia



 
L'attenzione č focalizzata sulle sfide con cui si dovranno confrontare l'economia e la societą italiana per intraprendere il percorso di ripresa atteso a partire dal 2014. Tra queste, la correzione degli squilibri economici e sociali accumulatisi prima della crisi e di quelli resi pił evidenti o sorti durante la crisi con particolare riguardo alla capacitą competitiva del sistema, alla situazione del mercato del lavoro e delle famiglie, ai divari territoriali.

LA CRISI E L'IMPATTO SULLE FAMIGLIE

Il prolungato periodo di crisi economica ha colpito severamente le famiglie italiane, che dal 2008 ad oggi hanno sperimentato 6 anni consecutivi di caduta del potere d'acquisto.

Dal Rapporto annuale 2014 dell'Istat emerge che tra il 2007 e il 2013, il potere d'acquisto e' sceso del 10,4%. Soltanto nel 2013, rispetto all'anno precedente, la caduta e' risultata pari all'1,1%, come effetto di un lieve aumento del reddito disponibile (+0,3%), piu' che compensato dall'inflazione (-4,6% del 2012). La spesa per consumi delle famiglie e' calata per il 3* anno consecutivo (-2,6%), seppure con un'intensita' minore rispetto a quella del 2012 (-4%). 

Nel 2013 e' tornata ad aumentare la propensione al risparmio (ovvero il risparmio lordo sul reddito disponibile), risalita al 9,8% dopo il minimo storico dell'8,4% toccato nel 2012. Per la prima volta dall'inizio della crisi, nel 2013 la riduzione dei consumi e' stata maggiore di quella del reddito. 
Dopo qualche anno di contrazione dei redditi reali e probabilmente in seguito al diffondersi della percezione che la crisi non era conclusa, sembra che le famiglie abbiano smesso di finanziare la spesa contraendo il risparmio.

Nella prima fase della recessione, spiega l'Istat, le famiglie con forti vincoli di bilancio hanno iniziato a contrarre i propri livelli di spesa; nel 2012, invece, la spesa in termini nominali si riduce anche per i nuclei con livelli di spesa piu' elevati. Tra il 2007 e il 2012, solo le famiglie di ritirati dal lavoro hanno conservato livelli medi di consumo mensile positivi. Nel 2012 si e' registrato il primo importante calo della spesa per le famiglie del Nord, dopo che negli anni precedenti i cali piu' marcati avevano riguardato le famiglie nel Mezzogiorno.



Per maggiori informazioni:
 
 

RAPPORTO ISTAT 2014 - MERCATO DEL LAVORO

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