Eventi e iniziative
Corporate Social Responsability
Integrazione e diversabilità
Mercato del lavoro
Nuove tecnologie
Politica economica
Relazioni industriali
Risorse umane
Salute e sicurezza sul lavoro
Sistema creditizio e assicurativo
Sistema fiscale
Sistema previdenziale
Sistema sanitario
Volontariato e nonprofit
Welfare
Rassegna Stampa Estera
Sistema creditizio e assicurativo
08/12/2016

Banche sempre più digitali

Intervista all'Ing. Ezio Viola, Amministratore Delegato de “The Innovation Group” realizzata nell'ambito del "Banking Summit 2016" in Milano. Da Plus Magazine - supplemento de "La Voce dei Bancari" , edizione Nazionale -  Dicembre 2016




di Pietro Gentile

L’innovazione digitale in Europa va veloce attraverso  le opportunità offerte dalle tecnologie mobili, dai big data e dalle soluzioni di intelligenza artificiale del cognitive computing che con il cloud rendono sempre più non rinviabile la Trasformazione Digitale delle banche italiane.

Gli investimenti in Fintech stanno crescendo sensibilmente e toccano ormai i diversi segmenti dei servizi finanziari: pagamenti,  prestiti , risk managemenrt, consulenza finanziaria.

Nuovi algoritmi quali la BlockChain promettono di rivoluzionare drasticamente l'operato degli istituti finanziari, in breve tempo.

E così oggi le banche italiane devono ripensare i processi interni,  il proprio modello di business, la relazione con i clienti in tutti i segmenti di mercato: dal retail, al corporate. 
Ma il vero successo si può ottenere solamente grazie al cambiamento del modo di fare banca delle persone che deve andare in parallelo all’innovazione tecnologica.

E quindi necessaria la ricerca di una “terza via”, un “nuovo modello di banca” per far evolvere il mondo tradizionale e farlo convergere con il mondo innovativo quale ad esempio quello delle Fintech, cercando di limitare al massimo l'emorragia di posti di lavoro, ed anzi creare nuove opportunità in aree in passato non strettamente di competenza bancaria.

Di questi temi si è discusso in modo approfondito nel corso del “Banking Summit 2016”, l’evento organizzato da The Innovation Group, il 22 settembre 2016 in Milano. 
La conferenza che ha visto la presenza di oltre 500 partecipanti, si conferma il principale evento indipendente italiano dedicato ad approfondire il tema della trasformazione digitale dell’industria bancaria e dei servizi finanziari. 

I responsabili economici e tecnologici delle principali realtà bancarie italiane hanno portato la loro esperienza e aggiornato la platea con le più recenti analisi e best practice nel Settore.

Moderatore delle sessioni plenarie ed alcune sessioni parallele particolarmente interessanti, quali quella sulla BlockChain, è stato Ezio Viola, Amministratore Delegato di “The Innovation Group” nonché grande esperto di evoluzione tecnologica in particolare nel settore Banking & Finance.

Abbiamo avuto l'opportunità di Intervistare l'Ing. Viola approfondendo alcuni temi accennati in questa introduzione.


L'INTERVISTA

In base alla sua esperienza di Settore, quale ritiene sia la posizione dell'Italia in ambito bancario, dal punto di vista dell'innovazione tecnologica, rispetto ai partner europei? 

Le grandi banche italiane non stanno facendo meno rispetto ai partner europei, fatta eccezione per alcune banche spagnole e inglesi che hanno iniziato a lavorare già da alcuni anni sul fronte della trasformazione e digitalizzazione di processi, innovazione di prodotti e servizi, multicanalità etc. Molto più accentuata è invece, la distanza per le medie e piccole banche italiane che soffrono sia di poca massa critica per investimenti, maturità del management sia business che IT e anche limiti dell’offerta di soluzione adatte a loro. Il mercato dei servizi finanziari in Italia costringerà probabilmente le medie e piccole banche ad una ulteriore aggregazione e cambiamento.

La clientela è pronta a questa rivoluzione tecnologica  o vede ancora difficoltà soprattutto da parte delle  persone più anziane?

Si è vero esistono ancora dei limiti dovuti alla carenza di competenze nell’utilizzo di canali e tecnologie digitali da  parte della clientela e in alcune realtà territoriali. Va sottolineato però che le banche e le tecnologie stanno cercando di semplificare sempre di più l’interazione con canali digitali sia PC che mobile per colmare il divario digitale tra le generazioni di utenti.

Esistono diversi studi effettuati negli ultimi anni da quello dell'Università di Oxford con il Professor Frey che "The Innovation Group"  ha portato a Roma due anni fa e quello effettuato negli USA dal Professor McAfee del MIT, che affermano che nei prossimi anni milioni di posti di lavoro saranno cancellati dalle nuove tecnologie e sostituiti da nuovi lavori che però saranno numericamente inferiori, sarà necessario maggiori tempo per crearli e magari verranno creati in altre aree del mondo.  Come possiamo rapportarci a questo vero e proprio tsunami sociale? Quale soluzione a suo avviso per bloccare o perlomeno rallentare l'emorragia di posti di lavoro?

Ci sono diverse stime e scenari su questo tema che fanno riferimento a diversi tipi di lavoro. Sicuramente le attività nell’ambito dei servizi finanziari, sia di tipo transattivo e operativo, sia di Front End che di back office, ma anche più a valore (financial advisor), saranno impattati dalle tecnologie che incideranno sui livelli occupazionali. Non esiste una soluzione univoca: sarà necessario, e molte banche lo stanno facendo, molta formazione e gestione del change indotto dalle tecnologie digitali. L’importante è capire che il digitale si può cavalcare, crea nuovi lavori e nuove modalità di lavoro più a valore e gratificante. 

Parliamo ora di FinTech, il nuovo fenomeno a metà strada tra tecnologia e finanza. PayPal è la più grande e famosa, le altre realtà sono più piccole e di nicchia,  potranno erodere il business bancario o saranno inglobate dalle banche?

In Europa credo sia difficile che tra le Fintech, intese anche come le start-up esistenti e che stanno nascendo in quasi tutti i segmenti dei servizi finanziari, nascano in futuro esempi di player globali tipo Paypal o una “ Uber” del settore bancario se non forse nei servizi di pagamento. 
Il mercato bancario in Europa è molto frammentato e differente nei diversi paesi ed è molto regolamentato ma ciò non toglie che le fintech di successo possano erodere margini e acquisire segmenti di clientela. Le banche tradizionali, i cosiddetti “incumbent” possono sicuramente trarre vantaggio dall’innovazione che proviene dalle Fintech: ne è la dimostrazione che oggi molte banche stanno investendo in Fintech o ne stanno addirittura acquisendo alcune.


Versione per stampa
CERCA NEL SITO
© 2004 Centro Studi Sociali Pietro Desiderato
Powered by Time&Mind