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Sistema creditizio e assicurativo
06/12/2007

European IT Baking Forum 2007

Un resoconto del Convegno svoltosi il 15 e 16 novembre 2007 a Milano, dove il Banking 2.0 caratterizzato da  globalizzazione, disintermediazione, concentrazione si è confrontato con la tematica della Corporate Social Responsability. 




Lo scenario evolutivo del mercato finanziario globale e l’impatto della tecnologia sul mondo Banking hanno costituito il focus primario della dodicesima edizione dello European IT Banking Forum 2007 organizzato da IDC.

L’appuntamento annuale, che si propone quale momento di confronto tra analisti IDC, operatori leader del mondo IT, CIO ed esperti del settore bancario, finanziario e assicurativo, si è svolto il 15 e 16 novembre a Milano presso il Milan Marriott Hotel e ha offerto, ai circa 200 partecipanti, interessanti strumenti conoscitivi a supporto delle strategie di cambiamento e sviluppo delle aziende bancarie e assicurative.

Il convegno si è aperto con l’intervento di Ezio Viola, Group Vice President e General Manager, EMEA Vertical Markets & Insights di IDC, che ha delineato gli attuali trend del mercato globale dei Servizi Finanziari approfonditi poi nel corso delle due giornate grazie alla partecipazione di esperti del settore. Dopo anni di investimenti tecnologici volti alla riduzione dei costi, le istituzioni bancarie hanno voltato pagina per concentrarsi su investimenti IT finalizzati allo sviluppo di applicativi strategici per raggiungiere l’efficienza operativa e per massimizzare la customer satisfaction, migliorando nel complesso la competitività. Il management bancario deve pertanto allineare le iniziative tecnologiche agli obiettivi di business e avere una chiara visione IT a medio termine. Per cogliere le opportunità insite nell’innovazione è infatti necessario pianificare: formalizzare il processo, misurare il time-to-market e il ROI, focalizzarsi sulle esigenze del cliente, investire in R&D per sviluppare prodotti innovativi, diversificare e incoraggiare il cambiamento.

In termini di tendenze e scenari evolutivi durante l’evento diversi relatori hanno discusso delle opportunità e delle sfide offerte alle banche dalla convergenza delle tecnologie ICT e dal web 2.0. In particolare, oltre agli analisti IDC, è intervenuto su questo tema Romano Stasi, Responsabile Segreteria Tecnica ABI Lab, che ha offerto una definizione del Web 2.0 quale complesso di approcci per interagire con la rete in modo innovativo, concetto basato su un’idea del web inteso come piattaforma, su applicazioni web condivise, sulla valorizzazione dell’intelligenza collettiva, sul coinvolgimento attivo dell’utente, sulla condivisione di informazioni, sullo sviluppo continuo e sull’accessibilità e semplicità d’utilizzo. Le comunità online offrono alle banche la possibilità di reperire maggiori informazioni sulle esigenze degli utenti, permettendo loro di intraprendere così azioni di marketing mirato e di coinvolgere i clienti stessi nella costruzione di prodotti ad hoc. In questo modo è possibile fidelizzare i clienti, aumentare la brand awareness e rafforzare la brand equity. Per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal Web 2.0 e agire sempre più in una logica di Banking 2.0 le banche dovrebbero monitorare le community spontanee, promuovere community di proprio interesse, attivare community del proprio portale e servire community costituite da clienti attivi.

Pietro Gentile, giornalista e moderatore della seconda giornata, ha introdotto alcuni tra i temi più innovativi trattati durante il forum. Di grande interesse è risultato essere quello della Corporate Social Responsibility in ambito bancario che si declina nelle quattro forme della banca etica, del microcredito, del peer-to-peer lending e del migrant banking.

Per quanto riguarda il migrant banking, che può essere definito come il processo di bancarizzazione degli immigrati, nel corso del convegno organizzato da IDC, è intervenuto Jose Manuel Rey, Director Banco de la Gente, una divisione di Peoples Bank, che rappresenta il primo modello bancario per immigranti sviluppato e implementato da una banca commerciale nel North Carolina. Banco de la Gente esemplifica una strategia efficace che soddisfa le esigenze finanziare della popolazione latino-americana residente negli Stati Uniti, che rappresenta la più grande minoranza etnica (il 17% dei cittadini statunitensi). Le strategie convenzionali tipicamente adottate dalle grandi istituzioni finanziare si limitano a selezionare filiali in aree con un’alta concentrazione latino-americana, a tradurre in spagnolo il materiale informativo, a progettare un unico prodotto principale che si adatti a tutti i clienti in un ottica mass market e per lo più rivolta ad immigrati professionisti ed affluenti. Banco de la Gente intende invece creare un ambiente sicuro e favorevole per gli immigranti di ogni grado affinché possano usufruire di una vasta gamma di servizi finanziari (prodotti non bancari, lifestyle e bancari) che consentano loro di arrivare a realizzare l’ambito sogno dell’acquisto di una casa di proprietà. Inoltre Banco de la Gente si rivela un punto di riferimento per la formazione e lo sviluppo professionale dei latino-americani interessati a una carriera nel settore finanziario. Nel complesso può essere quindi definita una community bank in quanto è basata su un modello grass-roots e su un approccio community oriented.

Tim Parlett, Co-founder e Chief Technology Officer di Zopa, prima comunità di social lending al mondo nata nel 2005 in Gran Bretagna e costituita oggi da più di 170.000 membri, ha illustrato il modello di business alla base del P2P lending. Il social lending (letteralmente ‘prestito sociale’) si basa sulla creazione di una comunità nella quale i borrower (richiedenti) e i lender (prestatori) possono interagire direttamente tra loro grazie all’uso delle nuove tecnologie, senza ricorrere a intermediari, ottenendo così condizioni migliori: tassi più bassi per chi riceve il prestito e interessi più alti per chi presta il denaro. Il comune modello verticale nella quale banche e società finanziarie decidono le regole viene quindi sostituito da un modello orizzontale in cui i tassi correnti sono determinati solo dall’incontro diretto tra domanda e offerta. Le persone che desiderano un prestito partecipano ad una sorta di asta online e coloro che intendono investire il proprio denaro prestandolo possono fare delle offerte. Attraverso l’indispensabile supporto di una piattaforma IT le persone possono perciò assumere un ruolo attivo a trovare una ZOna di Potenziale Accordo all’interno di un processo che si rivela trasparente ed equo. Per il futuro Tim Parlett si aspetta una proliferazione delle aziende di social lending e una probabile integrazione delle tecniche di P2P finance in ambienti bancari tradizionali. Questa rappresenta infatti una grande opportunità per il mondo Banking, poiché consentirebbe di combinare in un efficace e profittevole mix l’innovativo approccio customer focused del P2P e le ampie basi clienti, i brand e il potere di mercato delle banche.


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