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Rassegna Stampa Estera
Rassegna Stampa Estera
05/05/2026

Rapporto di Reporters Sans frontières 2026

Secondo l'annuale Rapporto di Reporters Sans frontières si rileva un peggioramento globale della libertà di stampa, con oltre metà della popolazione mondiale che vive in paesi dove praticare il giornalismo è pericoloso. Su 180 nazioni nella speciale classifica la Cina occupa la posizione 178, la Russia 172. Italia crolla di sette posizioni a 56.



Libertà di stampa nel 2026: il rapporto di Reporters Sans Frontières

Il 2026 è descritto da RSF come un anno critico in cui la libertà di stampa globale ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 25 anni.

La Norvegia mantiene il 1° posto per il decimo anno consecutivo.L'Ucraina ha superato sia l'Italia che gli Stati Uniti in classifica.Gli Stati Uniti sono scesi al 64° posto, perdendo sette posizioni.

Il World Press Freedom Index 2026 di Reporters Sans Frontières evidenzia una libertà di stampa globale ai minimi storici, minacciata da repressione politica e algoritmi. L'Italia scende al 56° posto, penalizzata da "leggi bavaglio" e querele temerarie.

La Russia scivola alla 172ª posizione per la repressione sistematica, e la Cina si conferma la "più grande prigione per giornalisti" al 178° posto, leader nella censura digitale. La Norvegia mantiene la leadership, mentre la resilienza dell'Ucraina sorprende, superando i dati di Italia e USA. 

SINTESI DEL RAPPORTO PER REGIONE

Europa – Asia centrale

Nonostante l'entrata in vigore dell'European Media Freedom Act (EFMA), diversi Stati membri dell'Unione europea continuano a violare la normativa. Sebbene i paesi dell'UE abbiano generalmente mantenuto le loro posizioni di leadership nell'indice, il quadro generale rimane eterogeneo. L'Estonia, ad esempio, è scivolata dal 2° al 3° posto a causa delle pressioni politiche sulla stampa.

L'Europa orientale e l'Asia centrale continuano a essere caratterizzate da regimi fortemente restrittivi, come la Bielorussia (165°, -1 posizione), l'Azerbaigian (171°, -4), la Russia (172°, +1) e il Turkmenistan (173°, +1), che registrano alcuni dei punteggi più bassi al mondo per l'indicatore legale (tra 22 e 32 su 100). Al contrario, l'Ucraina (55°, +7) ha mostrato un leggero miglioramento nonostante la guerra in corso.

Americhe

Sotto la guida di leader come Donald Trump, Javier Milei e Nayib Bukele, il giornalismo è sempre più criminalizzato ed esposto alla violenza in tutta la regione. Gli Stati Uniti (64°, -7) stanno perdendo posizioni a causa della crescente pressione politica, mentre l'Argentina (98°, -11) sta assistendo a un moltiplicarsi di cause legali contro la stampa. In El Salvador (143°, -8), la legge sugli agenti stranieri del 2025 sta intensificando la repressione contro la stampa e costringendo molti giornalisti all'esilio.

Asia-Pacifico

Nella regione Asia-Pacifico, la libertà di stampa nella maggior parte dei paesi è classificata come in una situazione "difficile" o "molto grave". I regimi autoritari spesso strumentalizzano la legge, impongono la censura e promuovono la propaganda per reprimere i media. La Cina (ancora al 178° posto) è un esempio di questa tendenza, con il più alto numero di giornalisti detenuti al mondo: 121 professionisti dei media sono attualmente in carcere.

Nelle Filippine (114° posto), le accuse di terrorismo derivanti dal "red-tagging" – una tattica con cui i giornalisti che indagano su questioni sensibili per il governo vengono accusati di essere "sovversivi" o "terroristi" – sono diventate il mezzo preferito dalle autorità per mettere a tacere la stampa. Il caso della giornalista Frenchie Mae Cumpio, in carcere da sei anni, è diventato il simbolo di questa repressione.

Africa subsahariana

In Africa, la libertà di stampa rimane in gran parte in uno stato di grave deterioramento. L'Eritrea (180° posto) si mantiene in fondo alla classifica dell'Indice – in particolare, detiene il numero di giornalisti incarcerati da più tempo al mondo senza processo, come Dawit Isaak.

Nella regione del Sahel, i regimi militari di Burkina Faso (110°, -5), Mali (121°, -2) e Niger (120°, -37) stanno limitando severamente la libertà di stampa in nome della sicurezza nazionale, con il Niger che registra il calo più drastico nell'Indice, perdendo 37 posizioni. Nella regione dei Grandi Laghi, dalla Repubblica Democratica del Congo (130°) al Burundi (119°) al Ruanda (139°), i giornalisti vengono regolarmente incarcerati da diversi anni.

Medio Oriente e Nord Africa

Dal 7 ottobre 2023, oltre 220 giornalisti palestinesi sono stati uccisi dall'esercito israeliano durante la guerra a Gaza, di cui almeno 70 a causa del loro lavoro. Secondo l'Indice 2026, il Medio Oriente e il Nord Africa (MENA) risultano essere la regione in cui la situazione della libertà di stampa è più catastrofica, con 18 paesi su 19 classificati come "molto gravi" (11) o "difficili" (7).

Tuttavia, alcuni paesi della regione stanno registrando un andamento positivo: la Siria è passata dal 177° posto nel 2025 al 141° nel 2026 (+36), un miglioramento storico a un anno dalla caduta del dittatore Bashar al-Assad. Sebbene la situazione della libertà di stampa nel paese rimanga "molto grave", i punteggi relativi a tutti e cinque gli indicatori sono in miglioramento, con un incremento particolarmente marcato per quanto riguarda l'aspetto giuridico.
 
Per maggiori informazioni:
https://rsf.org/en


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