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Rassegna Stampa Estera
Rassegna Stampa Estera
13/01/2012

Rassegna mondiale sulla libertà di stampa

ISFreedom il sito dedicato alla libertà di stampa nel mondo riporta quotidianamente notizie sulla violazione del diritto all'informazione.
In questa selezione: Siria e Turchia.
 
 
 
 
Da ISFreedom
 
Siria:  giornalista francese ucciso in un corteo a Homs, ferito un collega belga
12 gennaio - E' Gilles Jacquier, esperto reporter di guerra, il giornalista francese di 'France 2' ucciso ieri a Homs, in Siria, a causa di un attentato sferrato durante un comizio di sostenitori del presidente siriano Bashar al-Assad. Con lui è rimasto ferito il cameraman olandese Christophe Kenck, mentre testimoni oculari riferiscono che il bilancio dell'attentato è di otto morti e venticinque feriti. I reporter facevano parte di una delegazione di cronisti, portati in visita dalle autorità di Damasco in città e sono rimasti vittime del lancio di un razzo Rpg. Insignito da diversi riconoscimenti professionali, tra cui il premio Ilaria Alpi nel 2011 per un reportage sulla Rivoluzione in Tunisia, negli ultimi dieci anni Jacquier aveva coperto con i suoi reportage le situazioni di conflitto in Afghanistan, Iraq, Israele, Algeria e Haiti. Si tratta del primo giornalista occidentale morto in Siria dall'inizio delle rivolte civili nel marzo scorso. Nel 2003 aveva ricevuto il Premio Albert-Londres e nel 2009 il Premio Jean-Louis Calderon per un reportage sull'Afghanistan. "Il giornalista, ucciso oggi a Homs è stato colpito da un razzo Rpg lanciato verso il luogo nel quale si trovava insieme ad altri suoi colleghi stranieri - rivela ad AKI ADNKRONOS INTERNATIONAL l'attivista siriano Rami Abdel Rahman -. L'incidente è avvenuto nel quartiere di al-Karrama. Il giornalista belga partecipava a una visita organizzata dalle autorità siriane". L'attivista punta quindi il dito contro il regime, affermando "che non protegge i giornalisti e che ha interesse a che fatti del genere accadano affinché si accusi il terrorismo". Immediata la reazione della Francia, che per voce del presidente Nicolas Sarkozy e del ministro degli Esteri Alain Juppè ha condannato oggi l'uccisione di Jacquier e chiesto alle autorità di Damasco di chiarire le circostanze della sua morte. "Condanniamo vigorosamente questo atto odioso", ha affermato Juppè, chiedendo alle autorità siriane di assicurare che sia "fatta piena luce" sulle circostanze della sua morte. Il capo della diplomazia francese ha anche chiesto a Damasco di assicurare la sicurezza dei giornalisti stranieri sul suolo siriano e di proteggere la libertà d'informazione. Il presidente siriano Bashar al-Assad è comparso oggi in piazza a Damasco davanti a una folla di suoi sostenitori. Parlando sul palco nel corso di una manifestazione, a cui hanno preso parte migliaia di persone nella piazza degli Omayyadi per sostenere il suo regime, il capo di stato siriano ha affermato di "aver deciso di essere con voi oggi per poter respingere tutti insieme gli attacchi dei nostri nemici". Ha poi aggiunto che "questa sarà l'ultima fase dell'attacco che stiamo subendo". Ieri Assad aveva parlato per un'ora e 40 minuti in diretta televisiva, accusando i 'gruppi di terroristi' di essere responsabili della mancanza di sicurezza nel
Paese e si era detto pronto a creare un governo con l'opposizione.
 
 
Turchia: il premier Erdogan sta reprimendo la libertà di stampa, durissima denuncia del quotidiano New York Times 
12 gennaio - Il New York Times ha recentemente sottolineato che il governo del premier Recep Tayyip Erdogan sta ''reprimendo la libertà di stampa'' in Turchia e per questo si ''attenua il fulgore democratico'' del paese islamico moderato indicato come modello per la Primavera araba. L'autorevole quotidiano statunitense sostiene che la libertà di stampa in Turchia viene conculcata ''attraverso una misto di intimidazioni, arresti e macchinazioni finanziarie che nel 2008 hanno incluso la vendita di un giornale di spicco e di una rete televisiva a una società legata al genero del primo ministro''. L'articolo del New York Times (Nyt) sottolinea in particolare il caso di un giornalista investigativo di fama internazionale, Nedim Sener, sotto processo con l'accusa di complicità in un presunto tentativo di colpo di stato anti-Erdogan: secondo la difesa, Sener viene però punito con una lunga custodia cautelare solo per aver indagato per 20 anni sulla corruzione nel governo ed è ora alla sbarra assieme ad un collega, Ahmet Sik, che ha scritto sulle infiltrazioni islamiche nelle forze di sicurezza. Il Nyt fra l'altro ricorda anche che nel marzo scorso il premio Nobel per la letturatura turco, Orhan Pamuk, è stato multato per una frase sulle uccisioni di curdi e armeni e che il mese scorso molti giornalisti sono stati arrestati per presunti legami con il separatismo curdo. Secondo l'Unione dei giornalisti di Turchia sono dunque ora 97, più che in Cina, i cronisti, editori e altri operatori del settore dei media rinchiusi in carcere anche se il governo sostiene che in galera solo per quel che hanno scritto sono quattro persone. Il quotidiano di New York inoltre accredita la stima di 15 mila riferendosi al numero di siti internet bloccati dalla censura governativa su internet in Turchia. (fonte: ANSAmed).
 
 
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