Eventi e iniziative
Corporate Social Responsability
Integrazione e diversabilità
Mercato del lavoro
Nuove tecnologie
Politica economica
Relazioni industriali
Risorse umane
Salute e sicurezza sul lavoro
Sistema creditizio e assicurativo
Sistema fiscale
Sistema previdenziale
Sistema sanitario
Volontariato e nonprofit
Welfare
Rassegna Stampa Estera
Rassegna Stampa Estera
21/01/2013

Rassegna mondiale sulla libertà di stampa

ISFreedom il sito dedicato alla libertà di stampa nel mondo riporta quotidianamente notizie sulla violazione del diritto all'informazione.
In questa selezione: Rapporto "Reporter Senza Frontiere" 2012.
 
 
 
Da ISFreedom
 
LIBERTA’ DI STAMPA: IL 2012 IN CIFRE: 88 giornalisti e 47 cittadini-giornalisti uccisi, l’anno peggiore per i giornalisti dalla prima pubblicazione del bilancio annuale di Reporter senza frontiere nel 1995
 
 
Dati 2012
 
88 giornalisti uccisi (+33%)
 879 giornalisti arrestati/fermati
 1.993 giornalisti aggrediti o minacciati
 38 giornalisti rapiti
 73 giornalisti costretti ad abbandonare il proprio Paese
 6 collaboratori dei media uccisi
 47 net-cittadini e cittadini-giornalisti uccisi
 144 blogger e net-cittadini arrestati
 193 giornalisti incarcerati
 
L’anno 2012 si è rivelato particolarmente cruento e ha registrato un aumento del 33% rispetto al 2011 del numero di giornalisti assassinati nel corso dell’esercizio delle proprie funzioni. Le zone maggiormente interessate sono il Medio Oriente e il Nord Africa (26 morti), seguono l’Asia (24 morti) e l’Africa sub sahariana (21 morti). Il continente americano è l’unico a registrare un calo – seppure relativo – del numero di giornalisti assassinati durante lo svolgimento dell’attività professionale (15 morti).
 
Il bilancio non è mai stato così negativo dal 1995. In questi ultimi anni, il numero di giornalisti assassinati è cresciuto fino a raggiungere i 67 morti nel 2011, 58 nel 2010, 75 nel 2009. Nel 2007, si era registrato un picco storico con 87 professionisti dei media assassinati, uno in meno di quest’anno. Gli 88 giornalisti che hanno perso la vita nel corso del 2012 sono stati vittime della copertura di conflitti o attentati, oppure assassinati per mano di gruppi legati alla criminalità organizzata (mafia, narcotraffico, ecc.), di milizie islamiche o per ordine di ufficiali corrotti.
 
“Il numero straordinariamente alto di giornalisti assassinati nel corso del 2012 è in prima istanza imputabile al conflitto in atto in Siria, ai disordini in Somalia e alla violenza talebana in Pakistan. L’impunità di cui godono gli autori degli abusi incoraggia la violazione dei diritti umani, in particolare della libertà di informazione” ha detto Christophe Deloire, segretario generale di Reporter senza frontiere.
 
Gli attacchi vengono perpetrati ai danni degli attori dell’informazione in senso ampio. Oltre agli 88 giornalisti assassinati, i cittadini-giornalisti e i liberi cittadini vengono colpiti in pieno (47 morti nel 2012, 5 nel 2011), in particolare in Siria. Questi uomini e queste donne praticano la professione di reporter, fotografi o registi con il fine di documentare la quotidianità e la repressione. Senza la loro azione, il regime siriano potrebbe imporre un black out dell’informazione in alcune regioni e continuare il massacro a porte chiuse.
 
Reporter senza frontiere snocciola queste cifre basandosi su dati precisi, raccolti nel corso dell’anno grazie all’attività di monitoraggio delle violazioni sulla libertà di informazione. Questi numeri comprendono i giornalisti e i net-cittadini assassinati nell’ambito del loro lavoro. Report senza frontiere non ha preso in esame i giornalisti o i net-cittadini assassinati nell’ambito strettamente politico o militante, in ogni caso senza alcun collegamento con il lavoro sull’informazione.
 
 
Per maggiori informazioni:
 
 
 

Versione per stampa
CERCA NEL SITO
© 2004 Centro Studi Sociali Pietro Desiderato
Powered by Time&Mind