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11/06/2018

La Tecnologia resa semplice: Salvatore Aranzulla

Da Plus Magazine - supplemento de "La Voce dei Bancari" , edizione Nazionale - Giugno 2018.  "La tecnologia resa semplice": intervista a Salvatore Aranzulla, divulgatore informatico.





di Pietro Gentile

In questo numero di Tecnofuturo abbiamo intervistato un personaggio conosciuto da chiunque in passato abbia avuto problemi con il proprio PC, lo Smartphone o l’utilizzo di Internet.   
Salvatore Aranzulla, nato in un paesino della Sicilia meno di 30 anni fa è un noto divulgatore informatico la cui attività è nata come passione da giovanissimo, per poi trasformarsi in una vera e propria professione, che semplicemente vent’anni fa non esisteva.

Oggi con l’uscita del suo libro, Salvatore svela i tanti segreti che lo hanno portato in pochi anni da un tranquillo paesino di provincia al caotico “Centro” della Rete. Un successo fatto di anni di sacrifici e impegno, distante dalla estemporaneità spesso mondana degli “influencer” o dei “super-blogger” e nel contempo molto più concreto e produttivo.


L'INTERVISTA 


Salvatore, nel 2007 quando ci siamo conosciuti, la tua era ancora una Passione, com’è diventata oggi una Professione?

La passione per l’informatica era già nata all’età di dieci anni quando per caso riuscii a convincere i miei genitori, che dovevano comprare un climatizzatore in un negozio di elettronica, ad acquistare un piccolo personal computer. 
Nel giro di pochi giorni iniziai ad affrontare e risolvere i problemi informatici che sorgevano costantemente: andavo a scuola, tornavo a casa e cercavo di imparare ad usare questo strumento al meglio. Nel giro di qualche anno – parliamo del 2002 – anche i miei compagni di scuola iniziarono ad avere un loro piccolo computer e mi accorsi che anche loro avevano gli stessi problemi che io avevo già risolto qualche tempo prima. 
Quando mi resi conto che molte persone, non solo più i miei compagni di scuola, mi chiedevano le stesse domande, iniziai a scrivere su una serie di documenti di testo le soluzioni ai problemi posti. Ho creato quindi in pochi mesi un vero e proprio database di risposte, ponendo le basi per quello che pochi anni
dopo è diventato Aranzulla.it. Sono poi riuscito a creare un mio spazio web mettendo online le risposte accumulate nel tempo.
Già nel 2008 il mio sito aveva 300.000 visite al mese. Tra il 2008 e il 2009 ebbi l’idea di inserire la pubblicità di Google Ads riuscendo ad avere anche un ritorno economico da quella che all’inizio era semplicemente una passione. Nel primo anno di attività economica il mio incasso era già il doppio dello stipendio di mio padre.


Chi è il tuo pubblico, non sono tutti ragazzini?

È vero che ho iniziato aiutando i miei compagni, ma già nei mesi successivi a questi si sono
aggiunti i loro genitori. Questo ha in un certo modo condizionato il mio stile delle risposte che inizialmente erano ovviamente quelle di un dodicenne.

Lo stile è quello semplice in cui viene individuato il problema e fornita una soluzione di buon senso. Oggi Aranzulla.it è visitato da un pubblico eterogeneo diffuso in modo omogeneo
tra fasce di età e tra uomini e donne: gli articoli ovviamente oggi sono curati in modo molto più professionale ed è presente una redazione che cura costantemente gli aggiornamenti di ogni argomento trattato.


Il libro con cui sei uscito da poche settimane è anche un manuale per diventare imprenditori. Come vedi il mondo del lavoro fra 10 anni?

Il libro sta andando veramente bene, con Mondadori ci aspettavamo un buon risultato, ma
non un successo di così grande impatto. Abbiamo avuto una visibilità mediatica non indifferente e su Amazon il libro è andato sold-out diverse volte. 


Qual è il tuo rapporto con le Banche che in questi
anni sono cambiate moltissimo?

Il mio rapporto con le banche “fisiche” è praticamente inesistente. Ho circa 2-3 conti online che utilizzo per la mia attività, per i pagamenti e per gli incassi, selezionando di volta in volta quello che ritengo il migliore per le mie esigenze.

Confesso che alcuni servizi online, di cui non faccio nome, sono ancora oggi veramente insufficienti. Io ne faccio un uso molto semplice ma nonostante ciò a volte mi stupisco dei livelli di servizio, il mio obiettivo è quello di avere uno strumento che possa funzionare in modo eccellente 24 ore su 24.



Leggi l'intervista completa su PLUS MAGAZINE Supplemento de "La Voce dei Bancari"

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