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Rassegna Stampa Estera
Risorse umane
07/12/2006

Cresce la forbice delle retribuzioni in Italia

La distanza tra gli stipendi minimi percepiti dagli impiegati ed i massimi percepiti dai dirigenti si ampia anche in Italia accentuando le diseguaglianze sociali.

 

Secondo l' OCSE nell'analisi dei livelli retributivi nei trenta paesi industrializzati presi in esame, l'Italia risulta solamente al 23esimo posto. Dietro di noi il Portogallo, la Turchia, la Repubblica Ceca, Polonia, Messico, Slovacchia ed Ungheria.  Ma mentre questi sette paesi non hanno variato la loro posizione dal  2004, l'Italia purtroppo è scesa di ben quattro posizioni.

Il dato desta ancora maggiore preoccupazione se si analizza la cosiddetta "forbice" nelle retribuzioni, cioè il divario che separa la retribuzione di un operaio da quella di un dirigente.
Infatti nel periodo dal 2001 al 2006 le retribuzioni dei dirigenti sono aumentate complessivamente del 22,9%, oltre due volte l'inflazione (10,8%), a fronte di un aumento di quelle degli operai del 15,4 per cento. Gli stipendi degli impiegati invece non sono riusciti in media a mantenere il potere d'acquisto segnando un aumento di appena l'8,6% inferiore a quello dei prezzi.

In base ad un recente studio dell'Eurostat, anche la forbice tra i redditi più bassi ed i redditi più alti nelle categorie operai/impiegati/quadri tende ad aumentare in Europa.

Di seguito una rielaborazione del Centro Studi su dati Eurostat relativamente al rapporto tra redditi minimi e massimi nelle categorie indicate, per i settori industria e servizi in Europa.


RU_081206_forbice_retribuzioni.doc

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