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Rassegna Stampa Estera
Mercato del lavoro
31/03/2017

Creatività, Innovazione, Tecnologia

E' in linea  da oggi una selezione dell'intervista dal titolo "Creatività, Innovazione, Tecnologia  elementi chiave per il lavoro del Futuro" con le riflessioni di Massimo Canducci, Innovation Manager del Gruppo Engineering.
 
 
  
Intervista a cura di Pietro Gentile
 
Che cos'è l'innovazione? Che ruolo gioca la tecnologia? E la creatività è una dote innata o possiamo coltivarla?
 
L'innovazione è un processo. Spesso si pensa che l'innovazione sia la “lampadina che si accende nella mente”, l'intuizione, l'idea. In realtà si parte da questa idea, che può essere buona o meno buona, ed attraverso il processo di innovazione si cerca di portarla sul Mercato. L'idea quindi non è innovazione in sé. Possiamo avere un'ottima intuizione che non viene “coltivata” e quindi si perde, come possiamo avere idee di media qualità che però sorgono al momento giusto e nel giusto contesto portando quindi al successo, diventando quindi prodotti o servizi interessanti.
All'interno del Processo dell'Innovazione, vi sono una serie di fasi, utili a superare quella che in letteratura viene chiamata “la valle della morte”, quel particolare momento del processo in cui terminano le risorse per lo studio dell'idea e non sono ancora giunte le risorse dedicate alla produzione del prodotto o servizio derivante all'idea originale. All'interno di questa “valle” si perdono le buone idee: l'innovazione è come un ponte che aiuta a superare questa empasse.
 
La tecnologia in tutto ciò ha un ruolo fondamentale. Per noi oggi la tecnologia è l'auto che si guida da sola, il telefonino che non si scarica mai, l'app che ci permette di comunicare con tutti i nostri cari. Ma non vi sono solo innovazioni tecnologiche. Pensiamo ad esempio all'innovazione di processo che ha guidato la terza rivoluzione industriale, come esempio nell'industria automobilistica.
 
Alla base di tutto questo costrutto vi è la creatività che genera l'idea. Come tutti noi sappiamo, la storia dell'umanità è costellata dalla presenza di Geni, quali ad esempio gli artisti. Sono persone che sono creativi in modo totalmente naturale. Ma il numero di queste persone è limitato rispetto alla totalità della popolazione e tutti noi abbiamo l'obiettivo di “crescere” migliorare la nostra vita.
Esistono quindi delle tecniche che consentono di aumentare la nostra creatività per “cercare” le nuove idee. Le aziende sfruttano molto queste tecniche per rivedere la propria organizzazione e creare ad esempio nuovi prodotti o nuovi servizi per rimanere sempre competitivi sul mercato.

Esistono diversi studi effettuati negli ultimi anni che affermano che nei prossimi anni milioni di posti di lavoro saranno cancellati dalle nuove tecnologie e sostituiti da nuovi lavori che però saranno numericamente inferiori, sarà necessario maggior tempo per crearli e magari verranno creati in altre aree del mondo. In un mondo di disoccupati con pochissimi super ricchi chi potrà consumare i prodotti a basso costo costruiti dai robot?
Come sarà a tuo avviso il mondo del lavoro fra 20 anni?
 
Gli scenari che abbiamo di fronte non sono particolarmente rosei.
Ormai in molti se ne sono accorti. Faccio un esempio di qualche mese fa. Il Parlamento Europeo,  attraverso la “Commission on Civil Law Rules on Robotics” ha rilasciato uno studio che all'interno dei principi generali cita espressamente le “Leggi della Robotica” ideate dal famoso scrittore Isaac Asimov.  Potrebbe sembrare uno scherzo ma non è così. La realtà dei fatti è che ad oggi la robotica incide ed inciderà sempre di più nelle nostre vite. Lo studio ci dice che fino a quando non si avrà un idea più chiara sulle conseguenze dell'inserimento della robotica nelle nostre vite è bene applicare le regole cautelative presenti appunto nei racconti di Asimov.
Se ci pensiamo, stiamo già iniziando a vivere in questo mondo. Se andiamo a visitare una azienda di logistica come ad esempio Amazon ci rendiamo conto di quanti lavori ormai siano svolti da Robot. 
E non parliamo necessariamente di “automi” dalle sembianze umane, sono sempre più “macchine che fanno cose”, dalla verniciatura della auto alla distribuzioni dei prodotti.
La discriminante che oggi abbiamo già raggiunto è che nella produzione industriale i robot costano meno degli esseri umani anche nei paesi in cui il costo del lavoro è bassissimo.
E' chiaro che a fronte di questa situazione dobbiamo preoccuparci di tutte le persone che perderanno il lavoro perchè sostituite da Robot.
A questo punto a mio avviso vale il paradigma che aveva introdotto Ford all'inizio del '900 nel corso della terza rivoluzione industriale. Ford diceva che non aveva senso produrre un bene (nel caso la Ford Model T), che non potesse essere acquistato dai propri dipendenti.
Faccio un altro esempio a livello cinematografico. Nel film “La fabbrica del Cioccolato”  i robot sostituiscono il lavoro dell'operaio, il papà del bambino protagonista,  che però specializzandosi diventa il “manutentore” del Robot. E' difficile pensare di poter diventare Ingenieri Robotici dall'oggi al domani ma temo che questo possa essere uno degli scenari che ci attendono e che attendono le generazioni future.

  

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