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Nuove tecnologie
15/05/2019

Lo sciame degli oggetti intelligenti : Rob Dolci

Da Plus Magazine - supplemento de "La Voce dei Bancari", edizione Nazionale - Marzo 2019. Lo sciame interconnesso degli oggetti intelligenti: intervista a Rob Dolci Presidente di Aizoon USA e studioso nel settore ICT Internet of Things.





di Pietro Gentile

Miliardi di oggetti connessi tra loro, dal container che viaggia trasportando tonnellate di merce in giro per il mondo, a micro-sensori biomedici in grado di viaggiare all'interno del nostro corpo. Sono due esempi dell'evoluzione della cosiddetta “Internet delle Cose” che ci circonda orma da molti anni.
Siamo nuovamente ad una svolta perchè oltre alla connettività già presente da due decenni, oggi si sommano l'intelligenza artificiale, l'alta velocità di connessione del 5G e la capacità elaborativa di questi oggetti.
Ne abbiamo parlato con un esperto di questo settore, Rob Dolci, Presidente di Aizoon USA che dalla sua privilegiata sede in Boston partecipa attivamente da anni a questa rivoluzione epocale.


L'INTERVISTA

L'Internet delle Cose è uno scenario che ci renderà più semplice la vita o ce la complicherà?

Dal punto di vista industriale il vantaggio dell'Internet delle cose (Internet of Things) è la possibilità di raccogliere molti più dati dal singolo oggetto, sul funzionamento di una macchina, di un processo produttivo, di una fabbrica o un'intera filiera produttiva.  Il fatto di poter controllare meglio un robot, un'automobile o un macchinario non implica problemi di privacy mentre consente migliori condizioni di lavoro per i lavoratori. 
Nel raccogliere e processare in tempo reale molti più dati di quanto fatto in passato si è in grado di poter prevedere il funzionamento futuro delle macchine, ad esempio potendo prevedere con precisione notevole sia la produttività che i tempi di manutenzione o la vita di un macchinario o di un robot.
Quello che invece dal punto di vista industriale è molto considerato è il tema della cybersecurity. Nel momento in cui è necessario far passare una quantità enorme di dati attraverso Internet in pochi millisecondi, dall'oggetto ai server centrali o addirittura ad un cloud, diventa fondamentale che i canali e gli oggetti siano protetti da attacchi informatici, un qualcosa che e’ difficile già dal punto di vista fisico.

E per l'utente finale quali saranno i vantaggi futuri?

In campo consumer, l'IoT e l'Intelligenza Artificiale specialistica stanno procedendo ad  una velocità rapidissima. Esistono già BOT che possono alleviare stati depressivi seguendo l’approccio cognitivo (cognitive behavioral therapy), software “assistenti” che ci seguono consigliandoci durante il giorno. Possiamo immaginare in pochi anni la disponibilità di un “avatar” che consenta di lavorare in ambiti in cui non si è mai lavorato. Questo “avatar” potrebbe essere considerato quale un'estensione della propria identità, perchè la comprensione dei processi psicologici porta a sviluppare un intelligenza artificiale “amica” della persona. 

Quale sarà lo Sviluppo Intelligenza Artificiale?

Moltissimi esperti stanno valutando l'impatto dell'intelligenza artificiale sul Futuro del Lavoro. Penso che sia il caso di effettuare una distinzione tra l'A.I. specializzata e quella generalizzata. 
L'evoluzione attuale dell'A.I. specializzata e’ molto rapida: in ambiti specifici come il riconoscimento visivo o del linguaggio, i progressi si registrano su curva esponenziale.
Pensiamo al riconoscimento vocale di Alexa, con cui oggi si riesce quasi a discutere, o alle tecniche di riconoscimento facciale usate nel controllo del trasporto pubblico. Sono tutti campi altamente focalizzati e specializzati che effettivamente necessitano di norme a tutela della privacy.
Settori quali la traduzione automatica o il robotized process automation, stanno evolvendo con tempi rapidissimi eliminando attività procedurali e ripetitive, modificando il lavoro di traduttori ed impiegati.  In Giappone ad esempio molte banche stanno sostituendo migliaia di impiegati con Robot o con software di intelligenza artificiale per integrare le attività a carattere semi-automatico: diminuiscono le attività “back-office” a favore di maggior tempo speso nel rapporto umano col cliente.

Diversa è l'evoluzione dell'A.I. Generalizzata che sta avanzando con tempi relativamente lenti: ad ogni progresso ci rendiamo conto di quanto sia più complessa di quanto si credeva il momento prima. E’ l'intelligenza Artificiale generalizzata quella che contraddistingue l'essere umano. 
Faccio un esempio. Il nematode è un essere piccolissimo con circa 900 cellule di cui 302 neuroni: è un essere semplicissimo ma ad oggi la ricerca mondiale ancora brancola nel buio nel capire come funziona. Saranno quindi necessarie decine di anni per arrivare a questi traguardi. Lungi dal comprendere a breve il funzionamento complessivo della mente umana, che e’ ancora più astratta e complessa del cervello.
Sono titolare di un corso presso il Dottorato di Ricerca del Politecnico di Torino che approfondisce gli studi di Daniel Siegel e Daniel Kahneman che provano come sull'A.I. Generalizzata siamo ancora lontani dal comprendere il funzionamento della mente umana.

Quale sarà il Futuro del lavoro e dei lavoratori?

Ovviamente in questo ambito diamo per scontato che tutte le attività routinarie saranno sostituite nel giro di pochissimi anni. Ma anche in questo caso faccio alcuni esempi dove l'intelligenza artificiale generalista per molti anni non potrà sostituire l'uomo per attività che noi crediamo routinarie ma che  - di fatto - non lo sono.
Pensiamo al classico autista che guida un furgone. Si è detto più volte che la guida automatica potrebbe sostituirlo,  ma questo se l’autista svolgesse unicamente l'attività di guida. 
Un autista, oltre a guidare un furgone, in realtà svolge decine di attività come ad esempio il carico e lo scarico della merce, il primo controllo qualità, verifiche amministrative e tutta una serie di “piccole attività” tali per cui sarebbe troppo costoso sostituirlo con una serie di robot specializzati in ogni singolo compito.


Per leggere l'intervista completa:


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