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Rassegna Stampa Estera
Mercato del lavoro
05/07/2010

Cooperare per salvare i mercati dalla Crisi

La cooperazione tra simili sarà l’obiettivo primario dei prossimi anni.  Intervista a Vernon Lomax Smith, Premio Nobel 2002 per l'Economia, rilasciata alla Voce dei Bancari nel corso della quinta edizione  del Festival dell'Economia di Trento.
 
 
 
 
di Pietro Gentile
 
Trento - Festival dell'Economia - giugno 2010
 
Nel suo recente libro, pubblicato in Italia nel giugno 2010 dal titolo  “La razionalità nell’economia. Fra teoria e analisi sperimentale”, edito dall’Istituto Bruno Leoni, il Nobel Smith, sottolinea come grazie ai suoi studi sperimentali, si rafforzi l’evidenza dell’importanza della cooperazione tra simili. Per chi ha effettuato studi economici ci riferiamo alla famosa Teoria dei Giochi non cooperativi, tanto evidenziata negli ultimi anni e che ha avuto nel matematico John Nash, Nobel per l’economia nel 1994 (a cui è stato dedicato il famoso film  “a Beautiful Mind”), il suo paladino.
 
Oggi, con lo svilupparsi dirompente degli Online Social Networks, questa logica sta ulteriormente prendendo piede, ed anzi potrebbe diventare il modello di sviluppo economico più efficiente. La cooperazione tra pari, in cui ciascuno dei “giocatori” comunque persegue il proprio interesse economico, nel rispetto delle regole del gioco, è, secondo Smith, l’unico vero fattore che conduce “all’ottimo Paretiano”, come d’altronde enunciato nella famosa teoria della “mano invisibile” del suo predecessore Adam Smith.

 
Nel corso dell’edizione 2009 del Festival dell’Economia di Trento abbiamo avuto l’onore di intervistare il Professor George Akerlof, Nobel all’economia 2001 e sostenitore della teoria del liberismo mitigato dall’intervento dello Stato e dalle Forze Sociali. In questa edizione abbiamo ascoltato il Nobel Vernon Smith che appoggia la grande corrente del pensiero economico orientata al liberismo puro.

 

L’intervista

 
 
Nella precedente edizione del Festival di Trento ho intervistato il Nobel Akerlof, aveva scritto un libro relativo alle scelte irrazionali, gli “Spiriti Animali”: lei ha recentemente pubblicato un libro che tratta invece delle scelte razionali in campo economico chi ha ragione dei due?

 
Il problema è la sostenibilità a lungo termine. Gli “Spiriti Animali” non mi aiutano più di tanto a capire l’andamento del mercato. Prendiamo ad esempio il mercato borsistico: questi “spiriti animali” sono molto pericolosi  in quanto producono effetti speculativi molto amplificati portando al crollo dei mercati, fenomeno  che a sua volta provoca il fallimento delle aziende e l’espulsione dal mondo del lavoro di migliaia di persone.
 
Nel suo libro  paragona la crisi del ‘29 con quella del 2008 e confronta la bolla delle Dot Com con la bolla immobiliare. Siamo alla fine del tunnel? Dopo la crisi delle banche ora la crisi delle nazioni. E’ terminata la crisi o dobbiamo aspettarci altri collassi?
 
No, assolutamente, la crisi non è ancora terminata. In un certo senso credo che sia ancora in corso una crisi immobiliare. In particolare mi riferisco al mercato USA in cui ancora oggi è presente una agevolazione fiscale per l’acquisto della prima casa che in questo contesto si potrebbe rivelare dannosa. Si è cercato un capro espiatorio per quanto successo in  questi ultimi anni, ma non  so se questo è utile. Sono semmai le normative che andrebbero migliorate per tutelarci tutti, un po’ di più. Confrontando la crisi del ’29 con quella attuale, vedo un iniziale lassismo nei prestiti allora come oggi e le regole sono arrivate quando i buoi erano già scappati dalla stalla. Si pensa che il mondo sia cambiato, ma non è così. Per questo occorre imparare dalla esperienza passata, bisogna rivedere le regole.
 
Sempre nel suo libro Lei parla della bolla della New Economy. In questi mesi stiamo assistendo al fenomeno dirompente dei Social Networks. Ad esempio Facebook ha raggiunto i 500 milioni di iscritti. In base ad una recente valutazione potrebbe valere più di 16 miliardi di dollari. Pensa che stiamo andando verso una bolla del Web 2.0?
 
Sappiamo che vi sono state “bolle speculative” nel passato e ci saranno bolle speculative anche nel futuro. Le bolle nel mercato borsistico sono una cosa comune, quindi non mi stupirei che questo possa avvenire. Quello che maggiormente mi preoccupa non è tanto la bolla in sè, quanto i danni collaterali che questa potrebbe provocare,  in particolare mi preoccupo di prevenirle quanto possibile, ma come ha dimostrato la recente crisi, questo è veramente difficile.
 
Esiste una teoria ideata dal Professor Don Tapscott chiamata Wikinomics,  in cui si ipotizza la cooperazione online tra migliaia di persone come nuovo modello economico. E’ il tentativo fatto anche da BP per chiudere la falla petrolifera nel Golfo del Messico. Cosa pensa in merito?
 
E’ una teoria interessante, potrebbe avere successo in determinati settori. Pensando alla questione BP credo che si tratti di chiamare all’opera persone estremamente preparate tecnicamente, per cui è molto importante effettuare un filtro sulle migliaia di persone che propongono le soluzioni più fantasiose. A mio avviso sarebbe stato più utile prevenire l’evento con tutte le informazioni a disposizione e non cercare oggi una soluzione dell’ultimo minuto. E’ un po’ come è successo con la recente crisi economica!
 
 
 
Per maggiori informazioni sul Festival dell'Economia di Trento:
 

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